Libreria Fahrenheit 451
abbiamo aperto questo spazio per parlare di libri con voi...per presentarvi non solo le novità appena uscite, ma...soprattutto...libri letti e proposti da noi e da voi...scriveteci, commentate i post, parlateci delle vostre letture...
"Oggi il libro è solo uno degli oggetti di consumo che si spartiscono i nostri desideri. Le categorie di cultura alta e cultura bassa non sono più in grado di descriverlo. Oggi il libro compete non solo con altri libri, ma soprattutto contro i quiz, i telefonini, le scarpe da ginnastica e ogni altra merce desiderabile". dal Manifesto di ISBN Edizioni
"Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere". Daniel Pennac
lunedì 26 marzo 2012
lunedì 19 marzo 2012
Il Grande Ritratto
Un libro difficile da raccontare.
Accolto con toni poco entusiastici dalla critica e lasciato in sospeso tra il limbo della fantascienza ed il simbolismo amoroso. Per me, un piccolo capolavoro favolistico che concentra la sua forza non tanto nella narrazione - scarna e poco dettagliata - quanto nelle questioni filosofiche, morali e profondamente umane che sembrano caratterizzare la personalità di Buzzati. Un libro d'amore. Di passione, desiderio, oscuro gorgogliare di voci dall'oscurità di un nascondiglio. L'onnipotenza dell'uomo nudo, la sua anima immortale e remota, il bagliore della montagna, l'estraniamento, la solitudine incomprensibile. Mostri che albergano dentro il cuore dell'uomo per trovare lenta la loro strada fino alla sottile superficie di terra nuda.
Accolto con toni poco entusiastici dalla critica e lasciato in sospeso tra il limbo della fantascienza ed il simbolismo amoroso. Per me, un piccolo capolavoro favolistico che concentra la sua forza non tanto nella narrazione - scarna e poco dettagliata - quanto nelle questioni filosofiche, morali e profondamente umane che sembrano caratterizzare la personalità di Buzzati. Un libro d'amore. Di passione, desiderio, oscuro gorgogliare di voci dall'oscurità di un nascondiglio. L'onnipotenza dell'uomo nudo, la sua anima immortale e remota, il bagliore della montagna, l'estraniamento, la solitudine incomprensibile. Mostri che albergano dentro il cuore dell'uomo per trovare lenta la loro strada fino alla sottile superficie di terra nuda.
Lo sapeva bene Buzzati, conoscitore di quegli anfratti dell'essere per cui "di colpo, qui, alla bocca dello stomaco, come una tenaglia di fuoco. Una inquietudine. Uno struggimento. Una disperazione. L'amore."
martedì 13 marzo 2012
martedì 6 marzo 2012
Piove
Piovono voci di donne come se fossero morte anche nel ricordo
Anche voi piovete meravigliosi incontri della mia vita o goccioline
E quelle nuvole impennate cominciano a nitrire un intero universo di città auricolari
Senti se piove mentre il rimpianto e lo sdegno piangono una musica antica
Ascolta cadere i legami che li tengono in alto e in basso. (G. Apollinaire)
Piovono voci di donne come se fossero morte anche nel ricordo
Anche voi piovete meravigliosi incontri della mia vita o goccioline
E quelle nuvole impennate cominciano a nitrire un intero universo di città auricolari
Senti se piove mentre il rimpianto e lo sdegno piangono una musica antica
Ascolta cadere i legami che li tengono in alto e in basso. (G. Apollinaire)
giovedì 1 marzo 2012
domenica 26 febbraio 2012
sabato 18 febbraio 2012
La forza dei romanzi
di Andrea Inglese
da www.nazioneindiana.com
A me piace molto...voi cosa ne pensate?
da www.nazioneindiana.com
A me piace molto...voi cosa ne pensate?
Quando Anselmo leggeva romanzi, davvero immergendosi in essi, si rendeva conto che la sua vita acquistava slancio. Lui rimaneva fermo un paio d’ore a popolare la mente di ambienti, fatti e personaggi menzogneri, e intanto gli obiettivi remoti del suo vivere si facevano più vicini, come visti attraverso un’aria tersa, quasi ingranditi da una lente. Leggeva con foga storie di gangster, che sparavano a funerali, da finte cornamuse, che erano in realtà potenti mitra. C’erano anche le storie di adolescenti ubriachi, che si rotolavano su materassi a terra, e facevano l’amore con lo stile delle più abusate pornostar. Ad ogni romanzo, ci scappava un morto, ma a volte anche di più, e si facevano enormi fortune con sole quattro o cinque pagine d’intrighi. Ad Anselmo sembrava che, assorbendo in un mormorio appena allucinato quell’arazzo di parole, il suo corpo rinvigorisse, come dopo anni di palestra e acquagym. Tutto si depositava in una piccola zona della memoria e da lì s’irradiava con una grande energia nelle membra. E lui, come un eroe dai superpoteri, più leggeva più rovesciava con noncuranza gli ostacoli. Si sentiva in grado d’infilarsi in nuove situazioni, di abbordare la gente per strada, di mandare lettere al presidente della Repubblica, alle testate giornalistiche nazionali, e riusciva a fare cose che, in condizioni normali, di fruizione televisiva o di lettura di sole gazzette, non gli erano concesse. Cambiava bar da un giorno all’altro, scardinando vecchie abitudini: al posto del cappuccio ordinava una cioccolata, e la sera al martini sostituiva uno spumante. Andava a ritirare vecchie raccomandate con la ricevuta sgualcita, faceva il pieno anche in periodo di crisi, fissando con sguardo freddo la cifra esorbitante che il contaeuri della pompa gli segnalava. Si cucinava pazientemente, con gesti solenni da sacerdote, un paio di uova al burro, lasciandole friggere su una fiamma bassissima.
Ma quando finiva un romanzo, senza riuscire ad attaccarne un altro nell’entusiasmo, superando il muro delle prime trenta pagine con determinazione e astuzia, quando insomma esitava tra più romanzi, o s’impaludava intorno a pagina 23, allora perdeva velocemente le forze, aveva un calo di motivazioni, vedeva tutto nero, e scorgeva macchie misteriose in punti poco visibili del corpo. Alla fine, smetteva persino di uscire di casa, e se aveva un lavoro, anche buono e ben pagato, tendeva a farsi licenziare. Tornava a cenare con le fette di mortadella, estratte dalla busta di plastica e ficcate in bocca con le mani.
mercoledì 15 febbraio 2012
Disponibile in libreria:
Titolo: Tu sei il male
Autore: Roberto Costantini
Editore: Marsilio
Anno: 2010
Euro 22,00
dalla quarta di copertina:
"Roma, 11 luglio 1982. La sera della vittoria italiana al Mundial spagnolo Elisa Sordi, giovane impiegata di una società immobiliare del Vaticano, scompare nel nulla. L'inchiesta viene affidata a Michele Balistreri, giovane commissario di Polizia dal passato oscuro. Arrogante e svogliato, Balistreri prende sottogamba il caso, e solo quando il corpo di Elisa viene ritrovato sul greto del Tevere si butta a capofitto nelle indagini. Qualcosa però va storto e il delitto rimarrà insoluto.
Roma, 6 luglio 2006. Mentre gli azzurri battono la Francia ai Mondiali di Germania, Giovanna Sordi, madre di Elisa, si uccide gettandosi dal balcone. Il commissario Balistreri, ora a capo della Sezione Speciale Stranieri della Capitale, tiene a bada i propri demoni a forza di antidepressivi. Il suicidio dell'anziana donna alimenta i suoi rimorsi, spingendolo a riaprire l'inchiesta.
Ma rendere giustizia a Elisa Sordi dopo ventiquattro anni avrà un prezzo ben più alto del previsto. Balistreri dovrà portare alla luce una verità infinitamente peggiore del cumulo di menzogne sotto cui è sepolta, e affrontare un Male esclusivo quanto tenace, che ha molti volti".
* * *
Uno spaccato di un'Italia indolente e sonnacchiosa quello che emerge dalle pagine del libro di Costantini e che avvince il lettore nella trama del giallo, ma lo depista dalla possibilità di interrogarsi in modo critico sugli intrecci di una storia che attraversa lo Stivale, e che ammicca dalle pagine, senza però mai farsi Storia. Con un ritmo narrativo avvincente e serrato, veloce come i periodi con cui è costruito, "Tu sei il male" passa, con una leggerezza da spot televisivo, sui disagi interiori, sui traumi infantili, su torti e violenze subiti che fanno dei personaggi, di tutti i personaggi, densi e ben caratterizzati, dei potenziali colpevoli. Colpevoli di ritardare i conti con la vita, prima di tutto; costretti a crearsi delle maschere perfette, ai limiti del buonismo o del diabolico, e che, in quanto maschere, lasciano trasparire i loro contorni. Così, la complessità lascia il posto al piacere della narrazione, la stessa che avvolge il lettore e che lo porta a divorare le pagine mosso dal desiderio di arrivare alla soluzione di un intricato giallo. Un viaggio tra le parole che coinvolgono con la forza di un thriller e che ben si prestano a una lettura rilassante e intrigante.
domenica 5 febbraio 2012
Il nome della rosa - nuova edizione
Da qualche giorno è in libreria una nuova edizione de Il nome della rosa di Umberto Eco.
Le novità, come afferma lo stesso autore, non sono molte; ci sono delle piccole correzioni ma nessuna vera e propria riscrittura. Forse ciò che appare subito differente è il formato, decisamente più grande, e molto più leggibile delle precedenti edizioni, un libro grande quasi come quelli medioevali!
Data l'importanza del testo, all'interno del dibattito letterario non solo italiano, vi invitiamo ad esprimere il vostro pensiero su un'opera ormai entrata a far parte della nostra storia della letteratura.
Cliccando sul link troverete l'intervista del 31/1/2012 del Corriere della Sera ad Umberto Eco
sabato 28 gennaio 2012
Conoscere la storia vuol dire conoscere l'uomo
Voi che vivete sicurinelle vostre tiepide case,voi che trovate tornando a serail cibo caldo e visi amici:Considerate se questo è un uomoche lavora nel fangoche non conosce paceche lotta per mezzo paneche muore per un si o per un no.Considerate se questa è una donna,senza capelli e senza nomesenza più forza di ricordarevuoti gli occhi e freddo il grembocome una rana d'inverno.Meditate che questo è stato:vi comando queste parole.Scolpitele nel vostro cuorestando in casa andando per via,coricandovi, alzandovi.Ripetetele ai vostri figli.O vi si sfaccia la casa,la malattia vi impedisca,i vostri nati torcano il viso da voi.
Primo Levi
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